OSSERVATORIO ECONOMICO
Le relazioni bilaterali con l’Azerbaigian sono da sempre ottime e l’ammirazione per l’Italia e la sua cultura è ampiamente diffusa nel paese, favorita negli ultimi anni dal corridoio universitario che permette a diverse centinaia di studenti azeri di iscriversi presso i nostri atenei, attratti dai sussidi allo studio.
Ma l’Italia è ricordata anche per essere stata uno dei primi Paesi a stabilire rapporti politici e commerciali con l‘Azerbaigian, quando quest’ultimo, all’indomani della Prima Guerra Mondiale, visse la sua prima breve esperienza di Repubblica indipendente.
Sul fronte economico, oggi l’Azerbaigian svolge un ruolo cruciale per la diversificazione dell’approvvigionamento energetico del nostro Paese e dell’intero continente europeo anche alla luce dell’attuale contesto geopolitico internazionale.
Ciò ha permesso all’Azerbaigian di quasi triplicare i suoi ricavi dalla vendita di idrocarburi all’Italia portandolo ad occupare la prima posizione fra i paesi fornitori di petrolio greggio al nostro paese nel 2023 e la seconda nel 2024, dietro alla Libia.
Anche per il gas naturale l’Azerbaijan si conferma partner strategico assicurando all’Italia ed all’Europa cospicue forniture grazie al Gasdotto Trans-Adriatico (TAP), estrema propaggine occidentale del sistema di condutture chiamato Southern Gas Corridor che trasporta la materia prima verso l’Europa dal giacimento Shah Deniz II in Azerbaigian, dopo aver attraversato Grecia, Albania e Mar Adriatico.
L’Italia oggi assorbe in media circa il 46% dell’intero export dall’Azerbaijan collocandosi al primo posto fra i partner commerciali di questo Paese.
Nonostante il Made in Italy sia ampiamente diffuso, resta amplissimo il disavanzo commerciale a nostro sfavore, solo marginalmente compensato dai ricavi derivanti dall’aggiudicazione di appalti per la fornitura di macchinari e servizi di alcune grandi o medie imprese italiane (Saipem, Marie, Technip) attive nel settore Oil & gas, e dagli investimenti azerbaigiani in Italia.
In proposito si segnala che nuove opportunità potrebbero schiudersi col potenziale raddoppio delle capacità di trasporto del Corridoio Meridionale del Gas a seguito del Memorandum of Understanding fra UE e Azerbaijan firmato il 18 luglio 2022 con l’obiettivo di aumentare l’esportazione di gas verso l’Europa. L’accordo prevede infatti l’impegno a raddoppiare la capacità del Corridoio portandola a 20 miliardi di metri cubi all’anno entro il 2027.
Altre interessanti prospettive sono attese dai piani strategici con cui il governo azero ha inteso avviare un processo di modernizzazione dello Stato e di diversificazione dell’economia al fine di ridurre la dipendenza del Paese dalle fonti fossili avviandosi su un percorso di crescita sostenibile anche sul piano ambientale, nonché dagli investimenti infrastrutturali nelle aree del Paese recentemente tornate sotto il controllo dello Stato (Karabakh) e nel settore dei trasporti per lo sviluppo del Corridoio di Mezzo (Middle Corridor) ovvero la rotta internazionale di trasporto transcaspica (TITR) che collega la Cina all’Europa attraverso l’Asia centrale, il Mar Caspio, l’Azerbaigian, la Georgia e la Turchia.